21 Aprile 2009

Mercatino bagnato, mercatino fortunato



Ci sono congiunzioni astrali sfavorevoli per alcuni aspetti di una situaione, ma evidentemente ottimi per altri. E' ciò che si è vericato domenica, quando io e la Cugins abbiamo messo su il nostro bel banchetto in questo mercatino qui.
L'eccitazione del pre-marcato nelle due provette artigiane da strapazzo era palpabile, questo mese avevano prodotto un bel po' di oggetti hand made con soddisfazione di entrambe e vederli esposti sul lenzuolo rosa tinto a mano, dava proprio piacere.

Ormai erano tante le facce amiche tra gli altri ambulanti e soprattutto si sa bene dove è meglio mettersi per un disposizione strategica. Quando il mercatino del Circolo degli Artisti è, come era domenica, metà giapponese e metà vintage, si verificano però nell'ordine i seguenti eventi:
- fiumana di espositori di alta qualità
- fiumana di visitatori con sfilata di tipi interessanti vestiti e abbigliati che non c'è bisogno di pagare il biglietto e hai una giornata di spettacolo garantito che ti sfila davanti agli occhi
- confusione totale e non comprensione tra le due 'fazioni'organizzatrici, cosicchè non si capisce perchè alcuni espositori vintage vengano trattati come giappo e viceversa

ma io e la cugins siamo accomodanti, in fondo ci divertiamo sempre tanto e il gioco vale la candela.

Ma oggi il cielo è plumbeo e le previsioni hanno messo pioggia. Anche se alle 10 c'è già il pieno di gente, anche se ci stanno facendo i complimenti per le nuove creazioni, anche se ci chiedono il biglietto da visita che noi carciofe non abbiamo e scribacchiamo indirizzi di blog su pezzetti di carta, anche se iniziamo presto a vendere, non c'è santo protettore dei pannolenci che tenga.
Alle 11 e poco più il cielo impietoso decide di mandare giù quanta più acqua gli riesce, e decide di farlo, consecutivamente e senza sosta, per 4 ore abbondanti.
Il santo protettore degli orecchini e delle borse vintage però, ha fatto sì che gli organizzatori (sempre con calma per carità che la fretta potrebbe nuocergli) ci abbiano montato giusto mezz'ora prima, un meraviglioso, accogliente, salvifico gazebo di plastica, che va scosso ogni 5 minuti e pulito, ma preserva il nostro banchino e anche noi quasi per intero, dallo tzunami che invece si riversa sui poveri malcapitati che non erano ancora stati coperti e avevano montato i banchini sul prato, che presto diventa una desolata laguna.

Alle 16.30, quando smette non mi par vero di non sentire più il ticchettio (o il rombo) della pioggia sulla plastica, il bello però è che nonostante il disluvio la gente, con ombrelli e buste di plastica in testa, non ha mai smesso di girare per i banchi sopravvissuti e di comprare. Io sono riusciata a vendere cose mentre Noè iniziava a ricaricare gli animali..
una santa ragazza ci ha anche dato di "uno dei più bei banchi del mercato". Era ubriaca? aveva l'acqua nei bulbi oculari? mah.. noi intanto ci siamo crogiolate nella soddisfazione...
Appuntamento tra un mese, stesso posto allora, e speriamo all'asciutto...

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