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11 Febbraio 2010

Quando ti sembrava meglio prima, e quando invece no

A volte vorrei gettare la spugna e dormire, solo dormire e poi svegliarmi senza sveglia, e fare colazione leggendo un giornale dall'inizio alla fine. E organizzare una cena o un cinema 5 minuti prima di uscire dalla porta di casa, e non dover negoziare una canzone alla radio, una caramella o un'altra favola.

A volte vorrei tapparmi le orecchie quando nel bel mezzo della notte sento piangere, e vorrei sapere subito il motivo di quel pianto e porvi rimedio, e non vorrei cantare per 40 minuti il ballo del qua finchè mi si secca la gola. E vorrei mangiare dall'inizio alla fine un piatto di pasta senza che mi si freddi.

A volte però. Perchè senza quel sorriso, quei baci, quelle guance, quelle cosce, quell'ombelico, quella stretta, quella voce, quelle labbra, quei capelli profumati, senza quei piedini, senza quelle frasi sconnesse e così sincere, senza quelle parole nuove ogni giorno, senza quell'essere in tre, senza quel Tutti leme.. che farei?

Come direbbe Nictopino: Mammaa che dici?? non fare la paccia... 

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20 Novembre 2009

Buona o cattiva madre?

Leggo sul blog di Elasti questo bel post e accolgo il suo invito a fare queste due catartiche liste del perchè, a mio parere, sarei una buona e/o una cattiva madre. Poi ci si sente meglio, anche un po' più leggere.
E quindi elenco pure io e se vi va,fatelo anche voi che magari scopriamo punti in comune nella buona o nella cattiva mammitudine:

Sono una cattiva madre:
- perchè come Elasti nemmeno io accetterei di smettere di lavorare per occuparmi a tempo pieno di mio figlio e di quelli che forse verranno o forse no, certo mi piacerebbe se potessi lavorare sei ore invece di otto, ma siccome amo il mio lavoro e credo di saperlo fare un po'
- perchè mi arrabbio troppo se Nicco non vuole mangiare o fa i capricci nel farlo e non capisco perchèm, e forse non capisco che lo fa perchè è solo un bambino e perchè io gli dò tutto questo peso
- perchè qualche volta mi scappano le parolacce davanti a lui o alzo la voce e lo rimprovero esageratamente
- perchè a volte me la cavo dandogli a cena i teneroni o pane e formaggino o brodo fatto col preparato. Non è che non sappia cucinare, è che a volte alle sette di sera sono così distrutta che voglio cavarmela con poco e non ce la farò mai e poi mai a fare le scorte e congelarle
- perchè le vacanze con un bambino piccolo sì sono belle ma io mi stanco da morire e spesso sclero e invece dovrei godermela di più perchè so che me ne pentirò
- perchè a volte quando camminiamo per mano e lui si ferma ogni momento a guardare qualcosa io gli dico che siamo in ritardo
- perchè a due anni e due mesi porta ancora il pannolino giorno e notte e si addormenta col ciuccio
- perchè gli faccio mangiare i biscotti in macchina
- perchè io lo bacio sulla bocca anche se gira la suina e a volte mi dimentico di fargli lavare le mani appena rientrati in casa come dice Topo Gigio

Sono una buona madre:
- perchè con lui mi diverto da morire e mi fa ridere e io faccio ridere lui, perchè con lui parlo e gli racconto e mi faccio raccontare ogni giornata
- perchè insieme disegnamo stelle e cagnolini fino allo sfinimento, le appendiamo nella sua stanza e le salutiamo prima di andare a dormire
- perchè lei con lui i libri e non A lui, ma soprattutto perchè poi li chiudiamo e io racconto per lui storie inventate lì per lì che ci piacciono di più
- perchè non mi stanco di ripetergli fino allo sfinimento i nomi delle cose, anche e soprattutto quelli difficili
- perchè credo al farsi gli anticorpi e se tocca una foglia per terra e crede sia buona da assaggiare, non divento pazza (almeno non subito..)
- perchè ho imparato ad ascoltarlo e a capire cosa vuole dirmi con un pianto o con un sorriso
- perchè dò molte regole, ma adoro, come lui, le eccezioni
- perchè raccolgo pezzi, ricordi, frammenti della nostra famiglie e di lui da quando è nato: lo fotografo, ne scrivo, appunto e fermo nella memoria, perchè, se lo vorrà, un giorno potrà andare a rileggersi
- perchè insieme, ma anche lui da solo, troviamo modo di giocare, con tutto ciò che non è un gioco
- perchè con lui gioco, canto e ballo sempre, anche per strada, e non mi impora di sembrare ridicola, è troppo divertente
- perchè cerco di fargli provare tutto... almeno una volta..

Tags: mamma figli
 
24 Luglio 2009

Sì vabbè bravi,ma nella realtà è un casino

Ci sono fior fior di studi e articoli e libri e blog e pubblicazioni e opuscoli, su come si fa il genitore e su come il genitore si deve comportare in determinate situazioni. Ci sono regole, trucchi, suggerimenti e decaloghi, e chi lo sa meglio di me che faccio (anche) questo lavoro? - dicevo ci sono regole e insegnamenti per ttuto ciò che a che fare con la genitorialità, l'essere coppia e famiglia, il corretto sviluppo, gli aspetti psicologici da tenere presenti ogni volta che facciamo qualcosa e, puntualmente, d'estate, spuntano fuori dappertutto le regole per il benessere dei bambini al caldo, al sole, in spiaggia. Anche il Ministero della salute ha stilato delle regole ad hoc sull'argomento.
Io mi ci metto con impegno a fare quello che dicono loro, ma vediamo nel dettaglio come applicare i suggerimenti di esperti e dottori nella vita reale, con genitori mediamente normali, bambini VERI, e una vita più o meno incasinata in una Roma rovente e caotica:

- fate areare la macchina prima di far salire i bambini: io lascio la macchina in un piazzale assolato dove non esistono parcheggi all'obra, essendo che Nictopino ha pure lui il nido lì, passo a prenderlo poi saliamo insieme nella macchina arroventata. Quando dovrei arearla?? o dovrei pagare qualcuno che me la arei?
- dare frutta e verdura ai bambini: certo quelli delle pubblicità mangiano tutti immonde zuppe verdi e cetrioli crudi, Nictopino no, in qualsiasi salda verdurosa tu gliele presenti. mangia la frutta che vuole lui e quando vuole lui e vaglielo a spiegare a 22 mesi che deve mangiarla per il suo bene
- non fate uscire i bambini nelle ore più calde: sacrosanto ma a volte capita, perchè siete tu e tuo marito a Roma senza aiuti e a volte Nictopino lo devi portare fuori alle 2 del pomeriggio e non puoi lasciarlo da solo in casa al fresco del condizionatore
- in spiaggia sempre protetti dalla crema: mi impegno tantisismo in questo coi risultati di cotoletta impanata che ho già detto, ma quando il nano fa la spola tra ombrellone e bagnasciuga, bagnato e impanato, senti che ogni tuo potere decisionale è inutile
- teneteli lontani dagli insetti: certo, basta parlarci con le zanzare e loro carinissime non si avvicineranno a noi..

non sto esagerando, non voglio fare la simpatica, è che a volte è proprio un mondo difficile, per fortuna che è venerdì sera
-

 
07 Luglio 2009

Poi cominciano i dolori

30 gradi già alle 9 del mattino, tu che non riesci a scollare le palpebre tra loro ma insisti nel darti una parvenza di presentabilità.
Vorresti darti alle droghe pesanti poi ripieghi sul caffè ma ti riprometti di organizzare una spedizione alla ricerca di sali minerali.
Le piante sul balcone languono, le briciole sul pavimento lo colonizzano, la tua voglia di supplire all'una e all'altra situazione meno di zero.
Ti ricordi in zona Cesarini che oggi Nictopino ha bisogno del costumino e dell'asciugamano perchè è il turno dei piccoli nella piscina in giardino al nido-
Prepari il suo zainetto, gli prepari il latte della colazione anche se col caldo lui il latte non lo vuole, ma ti senti una sconsiderata a non tentare.. se poi proprio stamani avesse deciso di volerlo?
Tu, mamma tremebonda vuoi privarlo di tutto quel calcio zompettante?
prima di bere mezzo biberon, devono avere la loro razione anche la mimmia, il pante, il pesce, la dulla e il potomo (la scimmia, l'elefante, lo squalo, la tartaruga e l'ippopotamo).
Stamani avevo un vestitino, sai com'è con 40 gradi e la prospettiva di rimettere piede in casa alle 19, allora Nictopino con fare critico guarda la gonna, ne scosta un lembo e sentenzia "Mamma gambeeee, tottò gamba!!" come per dire che entrambi oggi abbiamo le cosce in bella vista.
Preso il braccio il fuscello di 13 chili che saluta appassionato la porta, le scale e lo zerbino "Cia ciao potta, cia ciao cale, cia ciao bino.. cia ciao a tuttiiiii" avanzo giù per le scale e incontriamo una signora. Nictopino la saluta, lei gli chiede se ieri sera ha fatto le bolle di sapone.
Perchè tutti sanno cosa accade in casa nostra e io non so nulla di nessuno?

Io la maledico col pensiero sperando che una volta nominate le innominabili Nictopino non voglia averle lì seduta stante, una volta appurato il disinteresse dell'infante rispondo amabile che sì le ama tanto, ci giocherebbe sempre.

"Eh sì è l'età sua, devono solo mangiare e divertirsi.. POI COMINCIANO I DOLORI"
- Signò... buongiorno eh...

 
05 Maggio 2009

Ieri incinta, oggi bismamma

Ieri Martaincinta aveva una grossa pancia a punta che si teneva con entrambe le mani per paura forse che le cadesse o forse per paura che il peso la sbilanciasse in avanti.
Ieri Martaincinta era in preda alle follie alla guida di un marito ansioso che sbagliava strada portandola in ospedale e prendeva la via verso il mare o dimenticava di tirare il freno a mano.
Ieri Martaincinta cenava con minestrina insipida in ospedale nascondendo però nel comodino "un ettaro di pizza al prosciutto'
Ieri Martaincinta si preoccupava per Giulino e voleva uccidere il medico se le rimandava il cesareo di un altro giorno

Ieri Martaincinta era ancora incinta, oggi è mamma al quadrato, bis mamma, mamma bis.
Alice, trechiliemezzo di simpatia è finalmente arrivata e Giulino è già un fratello maggiore

 
10 Febbraio 2009

Cose che potrebbero dirvi sul fare figli

Quando avrete un figlio e, attendendone la nascita, vi diranno di godervi questi momenti da soli perchè poi sarà una Cambogia, non credeteci, o perlomeno non fasciatevi la testa.
Ne arriveranno ancora e ancora e ancora di momenti così belli che non ci crederete. In due, e poi soprattutto in tre, dove il terzo è l'addizione paffuta di quelli che prima erano solo due

Quando vi diranno che partorire è la cosa più naturale del mondo, prima di credergli, provate a partorire. Le cose più naturali del mondo sono mangiare, baciare, camminare. Partorire è fatica, dolore, paura, strappo. Una volta partorito però arrivano la sensazione d'onnipotenza, il sollievo, la gioia, l'euforia. A cose fatte però. Quindi è un dare-avere che presenta sicuramente i suoi vantaggi, ma non è la cosa più naturale del mondo

Quando vi diranno che chi fa altri figli dopo il primo, lo fa perchè i dolori del parto si dimenticano, non credeteci. Si fanno altri figli perchè, per quanto potrai soffrire, alla fine finisce e neanche troppo lentamente, e comincia la meraviglia della nuova vita che hai fatto tu. Perchè vorresti che quel sorriso e quegli occhi furbetti fossero replicati su altri visetti che ricordano un po' anche il tuo. Perchè è impagabile il loro primo abbraccio, la loro prima parola, il loro primo sorriso e vorrai riprovare di nuovo prime volte come quelle

Quando vi diranno che un figlio rafforza la coppia, non vi dico che non dovete sperarci, ma non ci crederei troppo. Se fai un figlio la coppia dovrebbe essere non forte ma cementificata, a tenuta stagna e pure con le sbarre alle finestre, perchè è un attimo far crollare tutto quando da due si diventa tre o più di tre.
Gli spifferi dell'incomprensione, della stanchezza, dell'egoismo, della voglia di evasione, della ritorsione cercheranno di entrare prepotenti e devastanti da ogni pertugio che lascerete aperto.
Una coppia che diventa coppia di genitori si sentirà felice, attonita, sorpresa, stanca, avvilita, distratta, preoccupata. Per rafforzarsi in tre però c'è tempo... e il bello è che fortunatamente spesso ci si riesce. Un figlio non rafforza la coppia che deve trovare le ragioni della sua forza prima di tutto al di fuori di essa, però un figlio, ti incatenerà alla persona che come te gli è genitore.
Lo potrai odiare, deridere, infamare, allontanare, tradire. E' inutile. Un fascio di muscoli, sangue, vene, pensieri, ricordi, vi legherà. A prescindere o meno dal fatto che lo vogliate

Quando vi diranno le cose che vi sto dicendo io, potete ignorarle, o non essere d'accordo, o ritrovarvici, ma non credeteci subito. Niente è mai uguale per due volte alla stessa maniera

 
26 Novembre 2008

Il mini sessantotto

"DO"
"DO, DO" Scuotendo la testa a destra e sinistra e scuotendo contemporaneamente l'indice.

Morso a tradimento, ritirata veloce e risolino assassino.
Placcaggio in cucina con stretta delle gambe e un "Mammamamamammama"

Pretesa di mangiare da solo, di bere da solo e per farlo di rovesciare tutto ovunque

Aiuto, non sono pronta a tanta ribellione tutta insieme. Dov'è il tenero Nictopino di una volta? Chi è questo nano ribelle dal ciuffo scomposto, le mani sporche di pennarello, il collo grasso e l'occhio assassino?

 
07 Novembre 2008

Solo per questa volta

Alle 3.30 di notte di due notti fa, Nictopino ha deciso che per lui il gallo aveva cantato, quindi si poteva dare inizio alla giornata.
Almeno così sembrava ad un primo sguardo: musetto vispo, corsette da una sponda all'altra del lettino e risolini.
A nulla sono serviti i soliti rimedi anti-risvegli notturni: ciuccio, camomilla, carillon, carezze. Niente.
Ciuccio sputato, biberon della camomilla tirato fin sopra l'armadio, carillon preso a pugni e risa irrefrenabili ai miei tentativi di carezze soporifere.

Ecco, quello per me è un punto morto. Non sai più cosa fare per farlo ripiombare nel sonno, e intanto calcoli le (poche, pochissime) ore che ti separano dal suono della sveglia. Hai i capelli come la medusa e ti fa male la schiena per lo stare troppo piegata sul lettino. Lì vedi veramente nero e ti chiedi cosa pensavi quel giorno che hai deciso di generare un topino.

Cambio turno. Entra Aletopo in scena. Io torno a letto ma ovviamente non riesco a dormire perchè dalla stanzetta provengono o risa o pianti disperati. Se stai lì con lui ride, se provi a girarti verso la porta parte la sirena. Allucinante.

Aletopo prova e riprova ma non c'è verso. Quando sembra che il portatore sano di pannolino ceda, in realtà vuole solo vedere se stai attento e appena provi a passare in corridoio, piange più forte di prima.
Queste sono notti difficili. Non ci sono più frecce nel nostro arco. Le ore che separano dal suono della sveglia sono ormai due scarse. Sono le 5.30.
Nictopino si vede che ora muore di sonno ma chissà perchè la sua fatina dei sogni è morta e non vuole dargli quella bacchetta sulle palpebre per fargliele chiudere e dormire il sonno del giusto.

Allora decido di provare l'ultimo tentativo. Il tentativo innominabile, colui che non deve essere nominato, colui che poi non so neanche se funzionerà. Prelevo dal lettino ormai semi smontato un Nictopino che mi tende le braccia. E lo sento morbido e cedevole. Mi abbraccia, e si appoggia alla mia spalla. Sono vinta, sia dalla stanchezza che dalla tenerezza.
Lo porto con me nel lettone, proviamo ciò che non deve essere nominato o che perlomeno io mi ero ripromessa di non fare mai. Ovvero farlo dormire nel lettone con noi.
Anche da picoclissimo, lo allattavo anche 5 volte per notte nel lettone ma poi lo rimettevo nella sua culla.

Nictopino infatti è spaesato, per lui in quel grande letto si gioca con mamma e babbo, ci si fanno le pernacchie sulla pancie e si fa Bubusettete con le lenzuola.

Prova a giocare, io spendo la luce e lo tengo abbracciato. Prova a spalmarsi su di me aderendo il più possibile, si appoggia con la testina prima sulla mia spalla, poi su una gamba, poi sulla pancia, poi finalmente trova il suo rifugio d'elezione nell'incavo tra collo e spalla, sento il respiro farsi pensate, sento le sue ciglia solleticarmi la pelle e finalmente sento il peso del suo corpicino addormentato abbracciato a me.
Io non dormo molto perchè ho questi quasi 12 kg di morbidezza su di me ma me lo abbraccio e gli tengo la manina tra le mie. E così morbido, così piccolo, così dolce che mi sciolgo e scivolo anche io nel torpore, per poco purtroppo, perchè a breve mi dovrò alzare, lasciandolo a quattro di bastoni spaparanzato e russante con un piede sul petto di Aletopo.

Solo per questa volta...

 
16 Ottobre 2008

Il concetto di sfortuna

Il concetto di sfortuna è soggettivo.

Assolutamente sì. E' un po' come la storia dei bambini che non mangiano tutto quel che hanno nel piatto e gli viene detto che c'è la fame del mondo e non possono fare avanzi perchè ci sono i bambini poveri che non hanno nemmeno un bicchiere d'acqua.
Sì vabbè, può pensare il bambino e penso anche io: se io finisco sta fettina arriverà una fettina anche a Miguel in Perù, ad Ahmed in Marocco o a Babù in Senegal? No.
Tutta sta prosopea per dire che odio chi mi dice di pensare a chi sta peggio quando io ho un problema, mi va male qualcosa o mi gira semplicemente storto perchè sono stanca.

Se ho il raffreddore e ho prenotato a teatro, e decido lo stesso di andare nonostante lo smocciolamento, ma poi Nictopino diventa il bambino dell'esorcista e vomita a getto anche un sorso d'acqua (perchè un sorso d'acqua diventa un lago giallognolo nello stomaco di un nano?), io mi sento sfortunata e non ho più la forza di pensare di attraversare Roma per raggiungere il teatro, arrivare smoccìolante e star sempre a domandarmi se Nictopino sta meglio o è ancora color lime.

Non dico che ho bisogno che il tg5 apra per me una sottoscrizione per farmi donare un euro per ogni sms, non dico che mi strappo i capelli, non dico che vado in analisi e credo che mio figlio ce l'abbia con me. Dico "CHE SFIGA" e vorrei rispetto, una pacchetta sulla spalla, e via. altro giro, altra corsa.

ps. sono a casa con nano vomitino che però da stanotte non vomita più. Beve come un cammello ma non vuole mangiare, pisola abbracciato al suo calzino, balla sulla pubblicità della Tim e dice 'NTO avvicinandosi una costruzione all'orecchio, apprezza il mio talento nel costruire torri di cubi per poterle distruggere e si abbarbica alla mia gamba

 
07 Settembre 2008

Piccole indipendenze



E a un certo punto ti accorgi che inizia ad essere più indipendente... che se lo lasci a giocare nella piscina delle palline con gli amichetti, lui non ti cerca e si diverte indipendentemente da te. Che ti sorriderà rivedendoti, ma che inizierà ad avere i suoi gusti, le sue prefenze, le sue passioni, oltre te.
Mi stupisco quando lo vedo capire come funziona un gioco, quando lo vedo emozionarsi perchè ha visto un cane, quando lo vedo battere le mani se vede qualcuno che lo fa!
Mi stupisco e sono felice nel ricordare che questo piccolo, tondo, ometto lo abbiamo fatto noi... e pian piano lo guardiamo diventare grande

 
05 Settembre 2008

Un attaccapanni per sentirsi grandi

Nictopino si avvia baldanzoso verso l'anno.
Batte le mani, fa ciao, balla a tempo di musica, mangia il baccalà e la pizza, conosce varie specie di animali amandoli tutti incondizionatamente, indica con candore metafisico un punto imprecisato in alto con l'indice puntato, si alza in piedi sorreggendosi al divano e fa piccoli passetti laterali da gambero.
Imita i nostri gesti e fa la faccia da triglia se viene ripreso.

Dopo un mese di vacanze, lunedì scorso ha rivarcato la porta del nido. Adesso è in un'altra classe, è stato equipaggiato di un fiammante attaccapanni che lo innalza al ruolo di frequentante senior del nido. Fino al 31 luglio il suo ciuccio,i bavaglini, e il cambio erano relegati nei meandri dell'armadietto comunitario dei piccolissimi. Ora che invece è un vero uomo fatto e finito, i suoi effetti personali troneggiano in una borsetta di Paperino sormontata dall'etichetta col suo nome.

In questi giorni le maestre sono impegnate dall'inserimento di nuovi bimbi, per cui la mattina, un pianto dirotto accoglie me e un Nictopino di belle speranze, quando suoniamo il campanello. Nicco guarda i nuovi bimbi lacrimosi e poi guarda me con sguardo disarmente, ci manca mi chieda se può fare qualcosa per loro.
Viene dirottato in giardino coi bimbi grandi.

Queste cose infantili come il pianto non sono per lui. Nictopino preferisce lo snack time di metà mattina e non c'è mamma che tenga...

 
28 Luglio 2008

Gli spari nel sogno sono per noi

Alle tre di notte di stanotte Nictopino ha deciso che era il momento. Il momento di farci impazzire per tre ore abbondanti. In una lunghissima girandola di camomille, ciucci tirati oltre le sponde di vimini del lettino, infruttuose caricate del carillon, tentativi di ninne-nanne che ottenevano l'ilarità dell'infante invece che il suo rilassamento, mezz'ora di vigoroso andirivieni sul passeggino l'ha steso.
Alle 6.15. E facendo due rapidi calcoli mi rimanevano solo 60 minuti prima della sveglia. Riflettendo a fondo sulla giustezza della scelta di un figlio unico, mi sono addormentata di un sonno greve e pesante, un sonno nero e foriero di immagini negative.

Ad un certo punto da una finestra sparano a Nictopino, io lo so anche se non vedo, sento arrivare un ambulanza. Aletopo e i miei genitori cercano di non farmi preoccupare. "Dov'èèèèè Nicco?- urlo io. Non sanno cosa dirmi, sono impauriti, lo vedo.

'Ha preso l'autobus' mi dicono (è un sogno quindi prendetemi comunque sul serio, sicuramente Freud avrebbe eretto un monumento ai meandri della mia psiche)
E invece me lo trovo a terra con quelli del pronto soccorso che per rianimarlo gli stanno facendo uno strano massaggio sulla schiena. Gli chiedo come sta, dico che sono la sua mamma.
E suona la sveglia.

Stamani prima di due caffè non riuscivo nemmeno a muovermi dal sonno. Adesso, invece, pure

 
12 Giugno 2008

Prima, dopo

Prima di un bambino tu ti alzi dal letto perchè suona la sveglia
Dopo ti alzi dal letto perchè suona la sveglia quando va bene. Altrimenti ti alzi perchè ti pare di sentire un flebile pianto nel sogno che stavi facendo. Non era flebile e non era un sogno

Prima di un bambino tu fai colazione col giornale o col tg o con la radio
Dopo fai colazione in silenzio, pregustando l'assenza di rumori e il rumore del biscotto tra i denti, e mentalmente ripassi la scaletta delirante della giornata che ti aspetta. e spesso ti domandi se non abbiano inventato le giornate a 40 ore perchè tutte quelle cose lì mica ti entrano in un giorno normale, se vuoi anche dormire un po'

Prima di un bambino, dopo colazione, apri le ante dell'armadio e i cassetti e vedi cosa metterti a seconda del tempo che fa, dell'umore o dell'ispirazione del momento. Ti prendi anche un pò di spazio mentale per abbinare gli orecchini o il cerchietto del colore giusto
Dopo prepari su una sedia i vestiti la sera prima, tutti carini, abbinati, con lo slip giusto e il reggiseno pendant. e quando ti ricordi ci metti sopra pure i famosi orecchini in tinta. Poi non importa se nel lasso di tempo tra quando li hai preparati a quando li vai ad indossare è sopraggiunta la glaciazione, ti è scoppiata la depressione da sindrome premestruale o ti sei ricordata che la maglietta verde ci stava meglio. Quello hai preparato e quello hai tempo di mettere

Prima di un bambino potevi preoccuparti di non entrare in ufficio bagnata di pioggia, con una cacca di piccione in testa o una macchia del grasso del motorino sui pantaloni.
Dopo devi tutelarti dal rigurgito di latte, dalla saliva strabordante, dalle briciole di biscottoplasmon, dal moccio del nasino santo, e se proprio sei in una cattiva giornata, dal prodotto che rende il tuo bambino simile al piccione di cui sopra

Prima di un bambino ascoltavi RadioRock a volume imbarazzante nel tragitto casa-lavoro
Dopo ascolti RadioRock a volume imbarazzante nel tragitto casa-lavoro e se ai semafori guardi nello specchietto retrovisore, scopri che un musino sta muovendo su e giù la gambotta a ritmo e appena incrocia il tuo sguardo ride compiaciuto con smorfiette di eccitazione

Prima di un bambino leggevi un libro anche in una giornata.
Dopo continui a leggere assiduamente perchè te lo imponi e perchè per te è troppo importante, ma ti ritagli tempo per qualche pagina agli orari più impensati

Prima di un bambino ti capitava di trovare noiosa una domenica passata a casa perchè è brutto tempo e siamo a giugno e vorresti uscire a fare cose, vedere gente, andare al mare
Dopo sei grata per una volta - ma che non diventi un'abitudine- alle condizione avverse che vi fanno stare tutti e tre rintanati tra coccole, pisolini e pappe

Prima di un bambino ti senti libera di poter fare quello che vuoi, e pensi che puoi fare tutto
Dopo vedi ogni giorno che davvero potevi fare tutto, anzi, più di quello che ti saresti immaginata

Prima di un bambino tornavi a casa stanca dal lavoro e pensavi che pure a casa ci sarebbero state da fare un bel pò di cose
Dopo torni a casa stanca dal lavoro con un nano di 9 chili che sta appollaiato come il pappagallo dei pirati sul tuo braccio. E lungo la strada lo sbaciucchi, lui si gira a guardare i motorini passare, poi si volta verso di te, realizza chi sei, ti fa un gran sorrisone, ti prende la faccia tra le mani e ti affonda il viso nell'incavo del collo grufolando

Prima di un bambino potevi cenare, bere una birra in terrazza, litigare, far l'amore col tuo uomo per periodi di tempo non meglio specificati, senza patteggiare lo svolgimento di queste attività con un nanetto che vuole suonare 'La vecchia fattoria' con la pianola a forma di mucca
Dopo ti ritagli tempo per queste cose, e le fai a basso volume, litighi anche a basso volume, come faresti con un amante per sfuggire agli occhi di un compagno geloso

Prima di un bambino ti dicevano che dopo un figlio tutto cambia, con l'abnegazione di chi ti dice che ha perso un braccioin guerra ma ne valeva la pena per l'onore della vittoria.
Dopo capisci che non devi dar retta a nessuna cosa ti venga detta da chi ci è già passato

Prima di un bambino sei una donna
Prima di un bambino sei un uomo
Dopo ci si ritrova a guardare stupiti un viso che ricorda il proprio in un espressione, in un colore, in un guizzo, una persona che è altro al di fuori da te, ma che da te proviene

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13 Aprile 2008

Marlene Kuntz: il primo concerto di una figlia, e l'ennesimo mio

Poche ore fa me ne stavo su una poltroncina rossa della sala Sinopoli dell'Auditorium, attendendo che iniziasse il concerto dei Marlene.
Da sola, Aletopo a casa con Nictopino perchè non avevamo nessuno a cui lasciarlo, la tornata elettorale ci ha decimato tutte le papabili babysitter partite verso i luoghi natii per votare.

C'è da dire anche che ad Aletopo i Marlene Kuntz non è che facciano poi impazzire, e mi considera un pò depressoide per i miei gusti musicali. Vabbè.
Avevo gli accrediti stampa rimediatimi sempre da Aletopo, quindi, a questo concerto non avrei rinunciato. mai.
Già a luglio scorso ho rosicato notevolmente di non essere andata a vederli a Villa Ada ma avevo un pancione di sette mesi, e forse non sarebbe stata un'ottima idea.

Vabbè, fatto sta che stasera me ne stavo lì e noto che la mia vicina di posto ha sei anni, sette se vogliamo esagerare. E' accompagnata dal padre, per niente in stile 'Marlene', direi più uno da Cotugno, ma nel corso del concerto mi dovrò ricredere.

Faccio varie congetture sulla strada coppia prima che entrino Godanomeraviglia e gli altri. Intanto la bambina salta sul sedile annoiatissima. E io penso che il padre è un pazzo. Poi lui se ne esce con "Non essere emozionata amore, questo è il tuo primo concerto, chissà quanti ce ne saranno nella tua vita, ma tu devi ricordarti di questo tuo primo concerto. E devi ricordarti che ci sei andata con papà". Con questa frase da film il medioman mi ha conquistata e non ho potuto fare a meno di sorridere loro.

Poi i Marlene sono entrati e ho capito perchè lui l'aveva portata. perchè lei, la bimba di scarsi anni sette era una fan, una fan vera che ha cantato senza sbagliare tutte le prime canzoni. E i Marlene non sono tipi da ritornelli facili e orecchiabili, da sole-cuore-amore, sono tipi che ti snocciolano:

Stavi sul fiume col desiderio di vedermi scorrere finito, cadavere.
E il sole che ci aleggiava in tralice
faceva gonfia e strafottente la tua libidine.
E' un fatto sai la gente imbelle come te è inacidita da certune qualità;
e si addolcisce solo col sospetto che il possessore prima o poi le perderà.
Facendo una brutta bruttissima fine

tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme
.

bene, lei le sapeva tutte e le cantava tutte ballando con coreografie da Winx... e il padre lo vedevi che gongolava.. e allora mi sono immaginata quante volte hanno ascoltato in loop questi due insieme, le canzoni dei Marlene. E lui ad ogni attacco gli diceva di che canzone si trattava e rispondeva se lei chiedeva
-"Che vuol dire amore cessato?"
- "Finito, a papà, vuol dire finito"

Alle 22.10 però il sonno ha avuto la meglio, sono troppe le emozioni di un primo concerto...e la rockwinx si è abbioccata; io invece sono rimasta lì, sulla mia poltroncina rossa ad ascoltare, a riempirmi le orecchie di graffi di chitarra, a riempirmi gli occhi con i capelli di Cristiano che si muovevano imbizzarriti, e sulle facce estatiche degli altri accanto a me, soprattutto del papà, che si illuminava di piacere sui pezzi vecchi... come me..
che batteva frenetico la mano sul gamba seguendo il tempo.. come me

alla fine io mi sono alzata in piedi e lui pure e dopo l'ultima canzone lui e la piccola mi hanno salutato e augurato una buona serata. segno che anche loro avevo sentito questa affinità elettiva.

E' strano seguire i tuoi gruppi del cuore nel corso degli anni e per tanti concerti. ora Godano ha 40 anni e io 30, quando li ho sentiti la prima volta io ne avevo 17 e lui 27, e ho pensato che lui era un dio, e tutti mi dicevano Marleneee chi????. Il primo concerto ho pogato ininterottamente, sul'erba di qualche festa dell'Unità bagnata di birra, quest'ultimo sono stata seduta sul velluto.
Stupendo l'Auditorium, affascinanti i concerti nei teatri, anche per chi ama stare in piedi, saltare, ballare, pogare, finchè ti regge la pompa, o ondeggiare quando la canzone si fa morbida... ma ai Marlene finezze come queste si addicono, loro han detto che non vogiono rischiare di ripetersi, e va bene, poi però ci piace anche tornare tra l'erba e il fango delle feste dell'unità...

Concludo con la classifica dei must della serata:
- stivaletti in pelle lucida di Cristiano sotto il 'solito' (benedetta consuetudine) completo da sexy-becchino con camicia sbianca sbottonata
- brano tratto da 'La vera vita di Sebastian Knight" di Nabokov leggo da Godano al buoio prima del concerto. interpretazione da brivido, come quando Giovanni Lindo Ferretti leggeva...
- gli urli della platea nei momenti di silenzio "Daje Cristiano!", "Ah bono!".. lui si gira, dà le spalle al pubblico ma dentro.. ride...


ps. il mio primo concerto è stato dei Nomadi, sulle spalle di babbo, a un anno e mezzo

 
27 Marzo 2008

Sano distacco

No. Io non ce la faccio. Se Nictopino ha la febbre a 37.2, se Nictopino smocciola dal naso piangendo dalla frustrazione di non saperselo soffiare (o forse è mia la frustrazione di non poterglielo soffiare). Se si sveglio col broncio e piange per addormentarsi. Se non finisce il suo adorato biberon, IO MI PREOCCUPO.
e cambio umore. E somatizzo. E mi viene la febbre pure a me.
E penso a cosa fargli mangiare se il latte non gli va. E penso a sistemargli l'orsetto preferito più vicino se durante la notte l'ha allontanato e lo cerca con le manine.
Aletopo dice che sono esagerata e io gli invidio sinceramente il distacco, seppur vigile e preoccupato, che ha.
Il distacco che gli fa pensare che un'influenza è solo un'influenza, e passerà.
Io non ce la faccio e mi butto giù.

Piccino picciò

Pochi giorni fa è nato un bimbo. Anzi un piccolo elfo, piccolo piccolo, piccino picciò come si dice nelle favole.
E' nato a fine marzo, ma doveva nascere a luglio. E' nato di nemmeno un chilo, è nato di nemmeno sei mesi. E' nato e sta lottando.
Sta in una incubatrice, con un cappellino piccolo per il suo piccolo capino. E la sua manina stringe forte quella del babbo che, orgoglioso, lo guarda da dietro il vetro.
Luca è uno in gamba.
Se nasci di 900 g. sai già come va il mondo, sai già che non è tutto rose e fiori.
E anche la mamma e il babbo di Luca lo sanno. sanno che non c'è niente di facile. e che tutto può succedere indipendentemente da quanto stiamo attenti, indipendentemente dalla nostra volontà.
Ora Luca ce la deve fare. per diventare grande e forte ha un tempo infinito
Per pensare ai miracoli che accadono davvero, lontano dalle canonizzazioni e dai negozi di souvenir, a noi basta un minuto.
Un minuto per pensare che siamo un niente. Ma per esserlo ci vuole la forza di mille giganti

 
18 Marzo 2008

Sangue freddo

Avessi più tempo scriverei in questo blog le cose il giorno che accadono, o al limite il giorno dopo, ma di tempo non ne ho, quindi mi tocca fare dei riassunti che perdono di pathos.

Stavolta l'aneddoto è decisamente al cardiopalma. Ho scoperto di avere un sangue freddo che non mi immaginavo (ma che spererei ardentemente di tenere lì dove sta per il prossimo trentennio o anche più, anche se so che non sarà possibile).
Giovedì sera, ore 21. Atmosfera rilassata, in casa solo io e Nictopino. Aletopo è fuori per lavoro e io e Nic ci godiamo la quiete domestica. Io preparo il biberon di latte e biscotti, poi mi ricordo che devo prendere una cosa in camera da letto. Mi carico del dolce fardello dei quasi 8 chili 8 di Nictopino con tanto di sdraietta, come se si trattasse di un'unica entità, e lo porto con me mentre lui, sornione, continua nella sua nuova missione "strappa tutti i capelli di mami tanto poi le ricrescono".
Siamo in camera, lo appoggio sul letto dimenticandomi di legarlo come si dovrebbe invece fare a mò di astronauta su uno shuttle, e cosa faccio?
mi volto. sì, la sventurata si voltò.
e il futuro stunt man che si nasconde in Nictopino, che fa? Si impossessa del suo spirito di bebè e lo trasforma nell'angelo giustiziere. In un nanosecondo sento un attutito STUNF. Ho paura a girarmi, anzi, a guardare in basso, perchè Nicco è proprio lì. in basso. A 4 di bastoni sul tappeto a faccia in giù. Si è buttato dandosi la spinta. Pazzesco.
In quei 5 secondi, voglio nell'ordine:

suicidarmi
che qualcuno mi uccida
dare in affido Nictopino a qualcuna più attenta di me
chiamare un dottore qualsiasi
non pensare cosa poteva farsi
capire cosa si è fatto

nel frattempo da stunt man temerario, Nictopino è diventato l'inventore del piantoadirottochefasentireincolpamami.
Pianto a dirotto inconsolabile che dura 15 minuti. E io, presumibilmente cianotica, riesco a pensare che se piange così, forse tanto male non si è fatto.

Inizio a telefonare: Aletopo all'inizio introvabile, pronto soccorso che mi dice che manderanno qualcuno di lì a mezz'ora "tanto se er regazzino piagne così, stia calma, nun c'ha niente" , nonni-vyrtuosi che mi dicono di respirare, bere dell'acqua, tanto i bimbi sono di gomma, e anche tu sei caduta dal lettino da piccola (si spiegano tante cose).

passano 20 minuti. E Nictopino crolla sfinito dal pianto, passano ancora 10 minuti e arriva un dottore dei topini ovviamente a noi sconosciuto, tutto azzimato e intimidito. Visita Nictopino, nel frattempo tornato sorridente e miracolosamente senza bozzi in testa. tutto a posto. Gli dia da mangiare e controlli stanotte se si sveglia.

Siamo sopravvisuti anche al primo volo di Nictopino. Ci è venuta a far compagnia per la notte la cugina-vyrtusa. Io la notte non chiudo occhio, ma lui se la dorme beato dopo essersi scolato il biberon.

Morale della favola:
d'ora in poi la mami non darà più spunti per future pericolose professioni a Nictopino (ma sa che non può giurarci)

 
03 Marzo 2008

Scorta di coccole per quando..

Come si mettono da parte le provviste per l'inverno io sbaciucchio Nictopino allo sfinimento. A cinque mesi adora essere baciato e io lo bacio ora per tutte le volte che da grande si sottrarrà ai miei baci perchè si vergognerà di far vedere che mamma lo bacia.
Lo bacio per tutte le volte che sarò gelosa dei baci delle altre.
Lo bacio per tutte le volte che mi sbatterà la porta in faccia perchè lo avrò fatto arrabbiare.
Lo bacio per tutte le volte che dovrò vietargli qualcosa e lui metterà il muso.
Lo bacio per tutte le volte che sarò arrabbiata con lui.
Lo bacio perchè baciarlo non è mai abbastanza. Perchè baciare le guance di Nictopino che sanno di pera, latte e dolcezza è impagabile, è dopante.
Bacio Nictopino appena si sveglia, prima di dormire, dopo mangiato, quando lo lascio al nido, quando ride, quando piange, quando gioca, quando lo disincastro dal seggiolino della macchina, mentre saliamo le scale del palazzo.
io e Nictopino ci baciamo continuamente
e lui mi fa le carezzine sul viso sillabando Baaaaa baaaa. Ride quando rido e fa il labbrino se mi vede arrabbiata. amore.
estasi mammesca. fase acuta. non voglio uscirne più

 
18 Febbraio 2008

Avrebbe potuto. sarebbe stato. Non è più

K. è una bella donna di trentasei anni che parla ormai bene l'italiano anche se italiana non è.
K. è nata in un paesino inerpicato tra le montagne dell'entroterra greco.
K. è un ex sportiva, è alta 20 cm più di me e fa girare gli uomini per la strada.
K. parla velocemente e la sua voce tintinnia e ispira calore e buoni sentimenti a chi le sta intorno.
K. è ospitale e calorosa, elegante e giocherellona.
K. ha un marito che la ama e due bellissime bambine.
K. e suo marito volevano un maschietto.
Un ecografia, nemmeno due mesi aveva esaudito il lorom desiderio. 108 gr. sano e forte.
martedì scorso K. ha dovuto partorire.
Ha dovuto partorire suo figlio già morto. Il cuore non si sentiva più.
Ha dovuto strapparselo di dosso avendolo cullato, pensato, gioito per 5 mesi.
Dolore. Puro. Sordo. Inconsolabile

 
30 Gennaio 2008

Momentaneamente in bilico

Sono giorni in bilico questi. Giorni di riappropriazione di una vita che era cambiata e che in 5 mesi è stata travolta, stravolta e rivoltata. Sono giorni di bilanci e di ricordi.
Ricordi che pancione avevi 5 mesi fa?
Ricordi come stavi male 4 mesi fa, quando il tuo corpo era un fascio di dolore e di nervi e la tua testa troppo stravolta per essere ottimista?
Ricordi come stava a Nic-topino la prima tutina che gli hai visto addosso dopo 2 ore che era uscito da te?
Ricordi come facevi check mail e leggevi sms e ti sembrava che le vite degli altri corressero via veloci mentre la tua sembrava ferma in una bolla?

Ricordi l'ansia e le gambe che tremavano la prima volta che hai passeggiato con Nic-topino tenendolo stretto stretto nel marsupio per andare dal pediatra? Aveva 9 giorni e ti sembrava che ogni cosa potesse romperlo, e invece lui era molto più forte di te, perchè in quei giorni eri così fragile che a te, ogni cosa poteva romperti
Ricordi gli occhi che si chiudevano mentre gli davi il latte alle 3 di notte e ti faceva male il braccio?
Ricordi lo stupore con il quale una mattina ti sei accorta che aveva dormito per la prima volta una notte filata?
Ricordi il suo primo vero sorrisone?

E ora torni a lavorare, torni a fare la pausa caffè con le streghette ;-), torni a pensare a chi dovrà prendere la macchina la mattina, se tu o Aletopo, a fare la spesa in pausa pranzo, e finalmente, alle 16.00 tornerai a prendere Nic-topino e come adesso che stai scrivendo e sono le 15.20, già 20 minuti prima non vedrai l'ora...


Ma questi 5 mesi fuori dal tuo solito mondo rimarranno lì sospesi, nei diari che hai scritto e nelle foto che hai fatto, come 5 mesi che la tua vita, l'hanno davvero cambiata.  

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